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Comunicato: SupportoLegale ancora presente!

Sono passati 16 anni dal g8 di Genova del 2001 e ancora 2 persone sono in carcere, 2 manifestanti.
Questo è il dato da cui desideriamo partire per rispondere alle richieste di presa in carico dell’archivio processuale del G8 da parte di chi ad oggi lo detiene.
Partiamo da qui perché la permanenza in carcere di queste persone ha, nostro e loro malgrado, fatto sì che il lavoro di SupportoLegale non si sia mai fermato.
Abbiamo lavorato con e dentro la Segreteria Legale durante tutto il tempo dei processi, abbiamo raccolto ingenti fondi per finanziare la difesa dei manifestanti e l’accusa delle forze dell’ordine, abbiamo coperto tutta l’informazione sui processi, abbiamo organizzato centinaia di incontri informativi e di mobilitazioni di sostegno fino alla grande manifestazione “NESSUN RIMORSO” del 17 novembre 2007 a Genova a ridosso delle sentenze finali dei processi.
Speravamo di poterci fermare, ma non lo abbiamo fatto. Abbiamo continuato a raccogliere fondi e sostenere le persone in carcere. In silenzio, spesso NEL silenzio totale, quello di troppi che di Genova parlano solo a Luglio.
Siamo ancora qua.
Ed è per questo motivo che ci dichiariamo PRONTI A PRENDERCI IN CARICO E IN GESTIONE l’archivio che oggi cerca casa.
Siamo contrari a che sia gestito da un soggetto privato, siamo contrari a che venga consegnato a una qualsivoglia istituzione, in particolar modo a quel Comune di Genova (o una sua articolazione) che non solo non si è costituito parte civile contro le forze dell’ordine ma che si è costituito parte civile invece contro i manifestanti.
Riteniamo che non abbia senso affidarlo a un archivio storico quel che sia basta che se lo piglia, riteniamo invece che sia storicamente, filologicamente e politicamente corretto consegnarlo a chi ha contribuito a crearlo, a utilizzarlo nel modo più corretto nei processi e che potrà conservarlo con lo stesso spirito che ci ha animato fino a qui:
nessuna differenziazione tra manifestanti buoni e manifestanti cattivi
totale equidistanza da forze politiche e istituzioni
SupportoLegale è, ancora una volta, pronto.
E in ogni caso nessun rimorso

Lettera dal carcere di un compagno arrestato per il G8 di Genova

Pubblichiamo la lettera di Alberto, detenuto presso il carcere di Perugia in seguito alla sentenza della Corte di Cassazione che il 13 Luglio ha confermato le condanne in via definitiva per devastazione e saccheggio per 10 manifestanti in merito ai fatti di Genova 2001.


Ciao,

Malgrado gli 11 anni trascorsi è ancora ben chiaro nella mia mente il ricordo che ci portò in quelle giornate a Genova, eravamo felici e pieni di speranze, eravamo più di 300.000 mila, tutte e tutti con la voglia di contestare i potenti, tutti e tutte con la voglia di costruire un mondo diverso (nel nome di un così detto movimento dei movimenti). Poi purtroppo qualcosa è andato storto, se così vogliamo dire, ed è successo quello che è successo: le violenze, i massacri e la morte (omicidio di Stato) di uno di noi, il nostro caro Carlo. Mi ricordo anche molto bene l’ipocrisia di chi giù in quei giorni cominciava a cavalcare l’onda dividenti i buoni da cattivi.

Il dopo Genova fu poi caratterizzato da quell’accanimento, da quella caccia alle streghe da parte della magistratura nei confronti di 25 tra compagni e compagne con l’accusa assurda del reato di devastazione e saccheggio.

A seguire poi il buio più completo, fino a quel 2008 quando la Corte d’Appello portò da 25 a 10 i compagni e le compagne accusate per quell’abominevole reato e, ricordo ancora bene quello che si percepiva dalla dichiarazione (in rete) rilasciata da Casarini dopo la sentenza, i “suoi 15″, i manifestanti modello e per questo giustamente assolti (alla faccia della solidarietà militante!).

Gli altri 10 invece cani sciolti, brutti, zozzi e cattivi e, così giustizia fu fatta. 10 per lo più anarchici, i subbugliatori du 300.000 persone e, non lo dico per vittimismo, forse sarà una coincidenza o forse un dato di fatto, chissà…?

Poi di nuovo calarono le tenebre e tutto andò al dimenticatoio sino alla sentenza finale del 13 luglio del 2012 quando la Cassazione confermò per noi 10 la condanna per il reato di devastazione e saccheggio (con pene dai 7 ai 15 anni di reclusione).

Ed ora, momentaneamente dietro alle sbarre siamo in 2 io e Marina, quella sorella che ho sempre desiderato avere e che non ho mai avuto la possibilità di conoscere.

Ma che sia ben chiaro, io no vivo di rancore perché ho ben chiaro chi è il mio nemico e, colgo l’occasione per ringraziare dal profondo del mio cuore chi comunque in questi anni c’è stato sempre vicino, come chi si è prodigato in questo ultimo periodo con le poche forze rimaste ad aprire e portare avanti la campagna 10×100.

Ma, adesso la cosa più raccapricciante è che con questa sentenza si è venuto a creare un precedente confermato dalla Corte di Cassazione e da ora in poi (e mi auguro che non sarà così) chi oserà ribellarsi, chi oserà difendere la propria dignità e chi scenderà nelle piazze per lottare dovrà convivere con l’idea di questo alone repressivo nascosto dietro l’angolo e pronto a colpire in qualsiasi momento.

Malgrado la prigionia, io cerco di resistere e tenere duro grazie anche alla vostra solidarietà che mi state dimostrando in questi giorni e che non mi fa sentire solo. Non sarà sicuramente questo sequestro legalizzato a frenare la mia voglia di far “saltare” questo ingranaggio del potere e costruire insieme un mondo diverso.

Un forte abbraccio a tutti e tutte e, con Renato sempre nel cuore.

In ogni caso, nessun rimorso.

Alberto