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GenovAvanza ci ha contagiate

Abbiamo iniziato due mesi fa quando il gruppo di donne Avanzi di Galera ha deciso di partecipare alla campagna lanciata da Supporto Legale a favore della raccolta fondi per le spese legali a carico dei e delle condannate del processo del G8 di Genova. Noi portiamo scolpito sui nostri corpi e nelle nostre menti Genova 2001 e dopo la giornata di domenica 16 dicembre 2012 al Cox 18, abbiamo gioiosamente constatato che è così per molti altri. Abbiamo scritto nei nostri volantini, nelle nostre locandine e ovunque che la memoria è un ingranaggio collettivo e che lo volevamo oliare… e così è stato!

GenovAvanza ci ha contagiate: all’inizio eravamo timorose e pensavamo che non saremmo riuscite a proporre tutto il percorso a tappe forzate attraverso il mondo carcerario ideato quando ci sono stati gli arresti per il no-Tav. Poi una sera abbiamo deciso che l’avremmo fatto. Da lì è partito un susseguirsi di riunioni, energie, occhiaie, pizze al taglio e falafel notturni!

Siamo andate alla riunione del collettivo di Conchetta a chiedere se potevamo organizzare questa giornata nel loro spazio. Non ci hanno solo detto di sì subito, ma si sono messi a disposizione totalmente. Sì, perché poi ci siamo presentate più volte a fare sopralluoghi, siamo diventate una presenza fissa e un po’ casinista, lo sappiamo! Il giorno dell’iniziativa ci hanno aiutate in ogni modo: dall’allestimento, alle questioni tecniche, alla sistemazione della sala.

Mentre pensavamo al menù della cena ispirato ai ricettari fatti dai detenuti (non solo il libro del Gambero Nero), i Folletti di Abbiategrasso ci hanno detto che ci fornivano gratuitamente il vino della Terra Trema per la cena. 40 litri di vino buonissimo: grazie!

Abbiamo stampato a sbafo, come ci dicevamo in riunione, in ogni dove. Alle volte ci hanno anche beccate in flagrante… E ringraziamo i plotteristi che ci hanno inondate di stampe, senza di loro non ce l’avremmo mai fatta! Non sapevamo come appendere tutti i pannelli, facevamo la conta dei computer, degli schermi, dei lettori dvd, dei cd. E Baraonda e Boccaccio si sono prodigati nel recupero di tutti i materiali sparsi per la città e oltre. Ci servivano giornali, scatolame, garze, bottiglie di plastica, scatole di carta di spaghetti per fare il laboratorio di autocostruzione (sapete come si fa una grattugia partendo da una scatola vuota di sardine? Come si fa un ometto con della carta di giornale?). Ognuna era impegnata in una parte delle tappe forzate. Bellissimo l’angolo del volontario: un laboratorio basato su esperienze di narrazione corale fatte all’interno di alcune carceri milanesi. Dura l’immatricolazione con i questionari sul mondo carcerario. Domande apparentemente semplici, ma a cui spesso non si sa rispondere. E grazie alla nostra esperta di carcere, che ci ha dato tutte le risposte.

Siamo andate in overbooking: 115 prenotati per la cena. Il gruppo cucina è stato sensazionale: tre menù diversi e chili e chili di cibo comprato, stagliuzzato, fritto, infornato, servito in tavola. Un delirio. Chi non è riuscita a seguire le riunioni, si è presentata e si è messa a totale disposizione. Chi è arrivata mentre l’iniziativa era in corso, ha dato energia a chi era arrivata la mattina presto.

Cari e care ci rivediamo presto, riprendiamo fiato, pubblichiamo il materiale, vi faremo vedere delle fotografie della giornata, vi daremo tutte le risposte del questionario. Ma soprattutto ringraziamo tutti e tutte quelli che sono venuti. Tutti i conchettari che dopo essersi sbattuti, si sono seduti ai tavoli e hanno sottoscritto così come hanno fatto i folletti, e tutti quelli che sono arrivati a dare una mano a masterizzare, montare, recuperare quel che all’ultimo momento, ovviamente, mancava. La solidarietà non ha confini.

Totale sottoscrizioni:
1780

Spese:
cibo: 332
stampe+flyer: 97
allestimento: 70
Tot: 499

Totale dato a Supporto Legale: 1472

Non vi tornano i conti? Sono le nostre sottoscrizioni :)

Ci teniamo ancora a ringraziare tutte e tutti coloro che raccontano e denunciano le esperienze vissute all’interno di quell’universo lontano e indistinto per i più, che è il carcere. Supporto Legale, Cox 18 Calusca City Lights, Archivio Primo Moroni, Folletto 25603 e la Terra Trema, Costrette a sanguinare, Piano Terra, Radiocane, SoccorsoRosso, Baraonda, Boccaccio, Torchiera, Zero Calcare…

dal blog di avanzidigalera

Il CSA Baraonda dona il 10% alle casse di solidarietà contro la repressione

Il CSA Baraonda di Segrate (MI) inaugura una interessante forma di autofinanziamento per SupportoLegale e arrestati per le vicende legate alla TAV in Val di Susa. Ogni serata metterà da parte il 10% degli incassi per queste casse di solidarietà: una strategia che anche posti piccoli e senza grandi serate da dedicare all’autofinanziamento possono prendere in considerazione per aiutare chi sta pagando per tutti.

LA MIGLIOR ARMA CONTRO LA REPRESSIONE E’ LA SOLIDARIETA’

 

 

Il 14 luglio, a distanza di 11 anni, a dieci compagn* vengono comminati complessivamente circa 100 anni di galera per i fatti di Genova. Lo stato li sceglie come vittime per una punizione esemplare, trasformandoli nei capri espiatori di quei tre giorni in cui centinaia di migliaia di persone scesero in piazza manifestando contro un sistema economico ingiusto e contro le politiche di austerità all’epoca imposte ai paesi in via di sviluppo.

Ancora una volta, come già dimostrato nella feroce repressione contro gli arrestati del movimento NO TAV, ci troviamo a fare i conti con una gestione giudiziaria politica fascistoide…da Genova alla Val Susa nessuna espressione di dissenso viene tollerata.

Il collettivo del CSA Baraonda di Segrate decide quindi di destinare il 10% del ricavato di ogni iniziativa a Supporto Legale e alle spese processuali degli arresti NO TAV, consapevoli che anche un piccolo apporto sia necessario per poter dare continuità a quelle lotte e far sentire la nostra vicinanza e il nostro affetto a tutti i compagni e alle compagne che in questo momento si vedono privati della propria libertà.

Come scrive Supporto Legale sulla propria pagina, la memoria e la solidarietà sono ingranaggi collettivi, ed è per questo che invitiamo tutt*, spazi sociali, realtà di movimento, singoli, a dare un contributo alle spese legali.

NON C’E’ PACE SENZA GIUSTIZIA!

NON C’E’ FUTURO SENZA MEMORIA!

Il Collettivo del CSA Baraonda

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